Quando sono diventato Pellegrino del mio Sogno

di Massimo Parmisciano

Avevo 13 anni, stavo per finire la Scuola Media.

Vivevo un’adolescenza preso di mira costantemente dai miei coetanei.

Nel paesino dove abitavo eravamo pochi ragazzi e i bulli non avevano molte difficoltà a coinvolgere tutti nelle loro cattiverie nei miei confronti.

Cominciavo a pensare che l’unico modo per trovare un po’ di sollievo fosse quello di scappare via, lontano, dall’altra parte del Mondo.

 

Crederesti mai che un Video Registratore e un VHS possano essere la tua luna piena in una notte buia?

Per me fu illuminante guardare il film di Tom CruiseCocktail

Vedere che al di fuori dell’ambiente che mi circonda c’era un mondo da esplorare, mi riaccese.

 

Avevo deciso:

Volevo diventare un Barman e girare il Mondo per evadere dalla prigione che si era costruita attorno a me.

 

Adesso avevo una Meta: il primo passo era quello di iscrivermi all’Istituto Alberghiero.

Non sempre i sogni di un adolescente coincidono con i pensieri di un genitore.

Se poi, il genitore in questione è una madre Chef e proprietaria di un Ristorante che deve mandare lontano 60km suo figlio a studiare ecco che ANSIE e PAURE si fanno avanti.

 

Così per due anni e mezzo assecondai il volere di mia madre.

Cambiai, tormentandomi, per ben 4 volte Istituto Professionale Industria e Artigianato.

MISI MOMENTANEAMENTE IL MIO SOGNO NEL CASSETTO.

 

Dovevo consolarmi!

Giocare a calcio fu il mio cucchiaio dentro il barattolo di nutella. 

Fu l’incontro con il mio allenatore e mentore Agostino Di Bartolomei, mitico Capitano della squadra di calcio della Roma del Primo Scudetto di seria A , e giocare nella sua Scuola Calcio ad addolcire la pillola dell’attesa.

Il suo insegnamento più grande fù di trasformare la rabbia imprigionata dentro di me e il mio vittimismo in benzina per correre e calciare forte quel pallone dentro la rete.

 

Mentre la mia carriera calcistica cresceva, proprio lì, accade una cosa eccezionale:

a 100 metri dal campo di calcio e a 150 metri da casa, aprirono un Istituto Professionale – Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera.

 

Il mio Sogno bussava dal Cassetto. Non potevo fare altro che aprirlo. 

Così, per l’ennesima volta, cambiai scuola.

I primi due anni, furono decisamente contrari alle aspettative, fui rimandato, consecutivamente, in due materie essenziali per arrivare al mio obiettivo: la materia di Bar e quella di Inglese.

 

Ancora una volta sul mio cammino trovai due persone che, con la loro passione e i loro insegnamenti, mi aiutarono a superare le difficoltà. Ringrazio quei due insegnanti.

Dal terzo anno, quello dell’esame di qualifica, superai i test con i voti più alti della mia classe di Inglese e Bar.

Mi sentivo sulla Luna, presto però tornai con i piedi sulla Terra: il mio mentore “Ago” viene a mancare, una tragedia. 

Mi sembrava di sprofondare in un Abisso.

Ero molto legato a lui.

 

Tutto peggiorò quando per un capriccio del mio nuovo allenatore: mi venne negato il trasferimento in una squadra di Serie D..

 

Lí mi trovai ad un bivio:

inseguire una carriera da calciatore professionista, sottomettendomi a situazioni e persone che non mi piacevano, o essere libero di realizzare il mio Sogno?

 

Decisi: parto per l’America!

Mi iscrissi al quarto anno scolastico solo per fare il rinvio militare.

Feci il passaporto, abbandonai la mia promettente carriera da calciatore e lasciai i miei genitori soli a gestire il ristorante.

 

Destinazione U.S.A.!

 

Da poco compiuti 19 anni, arrivai a Philadelphia carico di aspettative con il mio sogno pronto a realizzarsi.

 

La vita, però, a volte ti prende a schiaffi e ti fa piangere, facendoti vivere delle situazioni in cui ti senti inadeguato.

 

Era passato ormai quasi un mese, quando mi resi conto che quello che stavo vivendo non mi faceva sentire bene. Non era quello che avevo sognato.

Lavoravo 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana come aiutante cameriere in un ristorante, di fronte ad un enorme Cinema, che faceva 1500 coperti il sabato sera, era un manicomio.

 

Non riuscivo, a causa delle mie difficoltà con la lingua straniera, a comprendere i camerieri per via dell’accento americano, io avevo studiato con una insegnante di madrelingua inglese. 

Tutti mi evitavano per non perdere tempo a cercare di comunicare con me ripetendo più e più volte di quello di cui avevano bisogno.

 

Mi sentivo come una palla di ferro al piede per chi mi stava intorno.

Tutto questo mi faceva sentire inutile e fuori luogo.

 

La vocina interiore iniziava a parlare.

 

Era davvero stato un errore lasciare la mia famiglia , il mio paese,

i miei privilegi, la mia routine, il mio pallone?

 

Ti è mai capitato di sentirti inadeguato? Escluso?

Di sentirti in un posto che non è tuo?

Questo è quello che stavo vivendo e non mi piaceva.

 

Se ti è capitato, sai di cosa sto parlando!

 

Così ho guardato dentro di me, e ho pensato alle esperienze che avevo fatto. 

Comparando il lavoro che i camerieri facevano, sostanzialmente era quello che facevo in Italia.

 

Da li ho capito che l’unico modo per superare quel momento non era parlare, ma fare azioni!

Mettere in pratica quello che avevo appreso a scuola, quello che avevo imparato nel mio ristorante e nei lavori extra che facevo nei banchetti negli Hotel.

 

Così mi sono concentrato sull’applicare quello che già sapevo mettendolo in pratica, non curandomi della situazione negativa che  mi paralizzava.

 

Questo atteggiamento mi ha permesso di superare le difficoltà facendomi sentire bravo e gratificato.

 

Mi ero trasformato da un peso ad essere un valore aggiunto.

Tutti i camerieri facevano a gare per lavorare con me. Ero riuscito ad alleggerire talmente tanto il carico di lavoro di chi mi stava intorno che addirittura ricevevo dei compensi extra dai miei colleghi.

 

Da lì alcuni camerieri si impegnarono a insegnarmi l’americano, ero diventato la mascotte del posto in cui lavoravo.

Tant’è che il proprietario, di ben 17 ristoranti in 4 Stati, mi notò e mi propose di aprirne uno con lui in futuro. 

Mi aiutò con le pratiche di assunzione come Chef in uno dei suoi ristoranti nel New Jersey per far sì che potessi prendere la residenza permanente negli Stati Uniti d’America, la famosa Green Card.

 

Così feci, restai 6 mesi in America, la legge all’epoca prevedeva l’attesa della Green Card più 2 anni fuori dagli USA. 

 

L’entusiasmo di fare altre esperienze  mi portò a viaggiare in giro per il Mondo;

tre mesi in Germania, tre mesi a Londra, in Germania per altri nove mesi fino a quando arrivò la famosa “Cartolina del Militare”.

 

Questo non ci voleva! 

Proprio adesso che stava per arrivare la chiamata dagli U.S.A., mi sembrava stessi per perdere il treno.

Non avevo altra scelta, la partenza per Falconara Marittima era d’obbligo.

In cuor mio sapevo che non poteva, non doveva andare cosí.

 

Le idee giravano dentro la mia testa come pezzi del tetris.

 

Mi servivano gli giusti incastri per trovare una soluzione che mi permettesse di fuggire dal luogo a cui non sentivo di appartenere.

Anche questa volta fu l’incontro con la persona “giusta” a capovolgere la situazione!

Marcai visita e dall’altra parte trovai un Colonnello Medico pronto ad ascoltarmi, comprendermi, assecondarmi nel mio sogno, come non mi aspettavo.

Articolo 18: insufficienza masticatoria.

Quando un difetto diventa la chiave del tuo lucchetto!

 

Appena ricevuto il congedo ripartii alla scoperta del mondo.

Di nuovo: tre mesi a Londra, un anno a Caracas Venezuela fin  quando arrivò una chiamata, quella chiamata… 

Da lì a poco avrei avuto il Pass per far avverare il mio sogno.

Ritornai a Philadelphia nel 2000, mi trasferii a New York dopo pochi mesi. 

Quando, scampato all’attacco terroristico delle torre gemelle nel 2001, arrivai a Miami Beach scoprii una cosa importante:

Intraprendenza e Fiducia in Se Stessi fanno veramente la differenza, e possono farla anche per Te.

 

Ti è mai capitato di ritrovarti senza un lavoro per un paio di mesi in un paese lontano da casa tua in mezzo a una Crisi Economica Mondiale dopo un Attacco Terroristico?

Sentirti Perso con la Voglia di Ricominciare?

 

Ti è mai capitato di sentirti sconfitto e di non vedere nessuna soluzione a questo problema?

Lo so come si ci sente, ci sono passato anch’io! 

 

Ho superato questa sensazione rimettendo il FOCUS sul mio OBIETTIVO!

Il Focus ti permette di essere Determinato, e quando sei Determinato guardi il Mondo con altri occhi. 

 

Un giorno passeggiando a South Beach, vuota di turisti e piena di ragazzi che, come me, erano in cerca di lavoro, passai davanti alla Villa di Versace: Hotel 5* Exclusive Elite.

Colsi l’Occasione, con molto coraggio, di lasciare il mio ultimo CV ad una guardia di sicurezza che stazionava lì davanti ai cancelli chiusi al pubblico.

 

Il giorno dopo venni contattato dal Direttore dell’Hotel: avevo un lavoro come Head Bartender.

 

Avevo visto una possibilità dove apparentemente non c’era, in un momento Tragico per gli USA dove il mercato del turismo era quasi inesistente e tutti erano in cerca di un lavoro.

 

Grazie a questo ho realizzato il mio Sogno di lavorare in una Struttura di 5* Lusso a Miami e diventare, grazie alle Esperienze successive, un Bar Manager.

 

Immagina se anche tu, oggi, avessi i mezzi per scoprire quell’opportunità nascosta…

Chi potresti diventare?

 

SE INSISTI E RESISTI

RAGGIUNGI E CONQUISTI

 

E tu nelle difficoltà fai azioni o resti fermo aspettando che tutto si risolva?

 

Non fermarsi e fare azioni ti permette di:

 

  • Capire se ti trovi nel posto giusto.
  • Uscire dalla propria zona di comfort.
  • Superare le difficoltà.
  • Aprirsi alle possibilità.
  • Realizzare il proprio Sogno.

 

Tutto si risolve spesso meglio di quanto immagini.

Alcune cose si risolvono da sole, con il tempo; altre le risolvi migliorando te stesso, diventando più forte e finisci per benedirle.

Poi ci sono quelle che risolvi con un po’ di fortuna, neanche tu sai come;

e infine ci sono quelle che la vita risolve per te.

Ricordalo di fronte ai problemi e alle difficoltà:

ci sono infiniti modi in cui possono risolversi.

 

Quando più Credi che ce la farai, tanto più troverai la forza per farcela.

La Fede non sposta solo le montagne, la Fede crea nuova Energia nell’Universo e la fa nascere proprio dentro di Te.

 

Massimo Parmisciano

 

 

 

 

 

 

 

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1 commento su “Quando sono diventato Pellegrino del mio Sogno”

  1. Kameliya Naydenova

    Un bellissimo racconto della vita di Massimo , un racconto di fede, positività e speranza e determinazione nel miglioramento.Bravo, bravo, bravo! Credo sempre di più che ogni giorno dobbiamo svegliarci con un pensiero positivo e un cuore grato… Se siamo ottimisti, possiamo salire su una montagna e cavalcare i nostri sogni.. e possimo cambiare idea e anche cambiare la nostra vita.Nonostante i timori, voglio credere che nessuna persona sarà mai abbastanza anziana per raggiungere un’ altro obiettivo o un nuovo sogno.Imparare è un dono, anche quando il dolore è il tuo insegnante..! La vita valga la pena di essere vissuta e il nostro volere e lla fede che è nutrimento creerà il fatto e un rifugio,chi è abbastanza saggio da la luce del in giorno e l’attenzione il riparo dalla notte.se un uomo vive una vita d pura e ha ideali, difficile può distruggerlo!
    Kameliya Naydenova

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