SENSAZIONALE LIBERTÀ! Il mare si aprì al suo sguardo…

di Renata Bellina

Il mare si aprì al suo sguardo.

 

Quella strana sensazione di poterne cavalcare le onde, l’aveva incantata e trasportata oltre il filo dell’orizzonte…

 

Lei danzava e quell’abito dorato di stelle rifletteva l’unico raggio di luce che il cielo permetteva di lasciar trasparire.

Con le punte dei piedi sfiorava il velo d’acqua che si addolciva ai suoi passi lenti e leggeri.

Lei piroettava libera, avvolta dalla brezza di primo mattino, con la lucentezza di un diamante.

È stato un lampo, forse poco più e poi…un risveglio di soprassalto.

Si stropiccia gli occhi, la sveglia muta mostra le otto…

 

È STATO TUTTO UN SOGNO!!

 

Un’alzata strana poiché scendo dalla parte del letto non abituale e tutto mi sembra sfuggente e contrario.

 

Vivo con due micie, ora che i figli hanno lasciato il nido.

 

Un momento di cura della mia persona e soddisfazione delle loro necessità e poi parto.

I rintocchi delle campane del paese segnalano che la mia attività è giunta alla fine.

 

È mezzogiorno e rientro a casa in auto.

Dalla strada in discesa lo sguardo raggiunge la campagna sottostante e viaggia in groppa ad una mandria di cavalli.

 

Mi sovviene la parola LIBERTÀ!!

 

Alcuni secondi mi fermo e respiro mentre li osservo.

 Sì, loro godono piacevolmente di un ampio spazio, qualcuno corre, un altro nitrisce, altri brucano l’erba di questa primavera piovigginosa.

 

Chissà se percepiscono il “senso di libertà”.

 

CHE COS’È PER TE LA LIBERTÀ?

 

LIBERTÀ dal latino LIBERTAS a sua volta derivata da LIBER → UOMO LEGALMENTE LIBERO.

“Condizione di chi può decidere a suo piacere della propria persona e di chi può godere della propria autodeterminazione”.

 

Si intrecciano dentro me, immagini del mio vissuto, pensieri, raccomandazioni genitoriali e degli educatori scolastici, condivisioni amicali, esperienze lavorative, che mi fanno riflettere…

Annoto alcuni momenti, riavvolgo il filo della mia Vita e arrivo a quel piccolo nocciolo iniziale.

Sono nata in casa e già questa è libertà.

 

Era inverno e lì nel paese abitava e lavorava un’ostetrica. Mi dissero che andò tutto bene.

Sono cresciuta nel paesello dove, bambine e bambini, ci frequentavamo nella scuola elementare, alla messa, al catechismo e soprattutto nei giochi.

 

Sì, perché quel periodo è stato veramente un’esplosione di vitalità e di libertà.

Ogni luogo era punto di ritrovo, di divertimento e facevamo giochi in strada, nell’orto, sugli alberi, nel fienile, seduti a terra, sulle panchine, oltre che nei cortili e poi… andare alla ricerca di nuovi anfratti, sempre pronti ad intraprendere una nuova avventura.

 

La Vita mi ha fatto sperimentare l’esperienza del terremoto, proprio mentre attraversavo l’adolescenza.

La mia famiglia è emigrata in un’ altra regione.

 

Ho lasciato la scuola anche per necessità e sono entrata nel mondo del lavoro.

Vita sociale zero, lavoro, casa e viceversa.

 

Poi il rientro al paese, la solitudine, la ripresa della scuola, il diploma di Infermiera, il lavoro, i problemi di salute dei genitori, il diventare “capofamiglia”…il matrimonio, i figli e la scelta di lasciare il mio lavoro per seguire la loro crescita. 

 

Intanto i decenni passano, le dinamiche della famiglia cambiano, riprendo il lavoro e qualche libro mi spalanca ad altre visioni.

Domande corrono come una Ferrari, nei circuiti mentali zigzagando, scontrandosi, alla ricerca di risposte.

 

Mi sono lasciata vivere, trascinata nella corrente di una società consumistica, inglobata nei suoi meccanismi .

 

Il santo buonismo, l’accondiscendenza, il perfettismo di un triangolo equilatero impeccabile che mi ha ingabbiato, dentro al quale ho sguazzato, boccheggiato e rischiato di morire.

Il tempo era talmente sfuggente, riempito da azioni banali, che anche il soffio di un silenzio ritrovato, dovevo materializzare.

 

Correre, fare, sbrigare, pagare, comprare e solo talvolta il tonfo serale sul letto mi risvegliava, dopo che avevo rumorosamente sbuffato.

Già un lieve risveglio prima di addormentarmi.

Che paradosso!!!

Mi riconoscevo sempre più come una persona priva della propria autenticità e solcata da lievissime venature di libertà.

 

Una libertà che vedevo negli altri, anche nei parenti e che invidiavo e desideravo.

 

Ricordo ancora, con un velo di tristezza, le festività, le ricorrenze trascorse nella solitudine, nella sofferenza o, per sfuggire a questo, sceglievo come turno il lavoro in ospedale.

 

Quante volte ti sarai sentito a pezzi dentro, strattonato dagli eventi sociali, punzecchiato da mille esigenze e disponibile a tutto pur di reperire un attimo di libertà?
Ti sarà forse capitato di percepire un senso di compressione, una rigidità corporea e di reagire poi con scatti di rabbia, anche per minime sollecitazioni?

 

Ho vissuto anch’io queste situazioni e ben ti comprendo.

Poi l’acqua ghiacciata che tutto tratteneva dentro me, ha incominciato a sciogliersi!

 

Avevo scoperto una scorciatoia per andare al lavoro. Era una stradina stretta, tortuosa e contemporaneamente piacevole da percorrere perché attraversava un’area naturale.

Sì, l’acqua che scorreva, le anatre che la vivacizzavano con le loro sguazzate, i profumi dei fiori di alberi e cespugli, i canti melodiosi degli uccellini e poi le farfalle colorate che volavano sui fiori dei prati, mi invitano a sostare nella piazzola.

 

Di solito uscivo dall’auto, passeggiavo attorno, assaporando le bellezze che la natura mi offriva.

 

I sensi si risvegliavano ed io mi sentivo liberaaaa!!!

 

Durante gli abbracci chiedevo agli alberi di darmi la loro forza e il loro coraggio per andare avanti.

All’acqua corrente donavo i pensieri, le preoccupazioni, la stanchezza, le indecisioni, le paure e le parlavo in uno stato di raccoglimento, avevo creato una preghiera.

Con gratitudine la salutavo e una sensazione di leggerezza, di placida serenità permeava tutto il mio essere.

Questi incontri, che alla fine facevo con me stessa, mi piacevano e mi intrigavano.

 

I quarant’anni li avevo abbondantemente superati e a queste piccole esperienze personali si erano aggiunti incontri di gruppi.

 

Grazie ad una promessa fatta ad un’amica, un sabato pomeriggio, incominciai a frequentare il gruppo di Biodanza.

 

La Biodanza, cioè danza della Vita, un insieme di movimenti naturali, come camminare, saltare, accompagnati dalla musica, che hanno lo scopo di promuovere la sintonia tra il sentire e l’agire.

 

Le attività pratiche, chiamate “Vivencie”, erano singole, a coppie o svolte in piccoli gruppi.

Lì ho veramente incominciato il lavoro di scavo interiore e quindi il confronto con la mia realtà.

 

Cominciavo a definire la mia identità

a riconoscere i miei limiti

quanto spazio concedere all’altro senza percepire il senso di invasione

il sostenere il contatto visivo di un compagno

il condividere le emozioni vissute durante un’attività

il rispettare i tempi altrui e poi…

la flessibilità

la fluidità

il coraggio,

la grinta

la dolcezza

l’amor proprio

il rispetto

la centratura…

 

Più apprezzavo le mie Qualità emergenti,  finora rimaste dormienti, e più piangevo.

Pregavo e piangevo. Avevo intrapreso a recitare diversi mantra e li sperimentavo per sentire nel profondo quali arrivassero fino alla radice della mia identità.

 

E dalla Biodanza un giorno incontrai le fiabe.

Con i loro archetipi ho viaggiato in ogni direzione, sia nelle attività pratiche nei laboratori, sia con l’immaginazione.

 

La LIBERTÀ, ad oggi,  la rappresento con l’immagine di un sole ed i suoi raggi sono l’espressione della parola stessa.

 

LIBERTÀ è:

 

  • RICONOSCERE CHI SONO

 

  • ESSERE CO-CREATORE DELLA MIA REALTÀ

 

  • VIVERE ED AMARE LA VITA

 

  • RISPETTO DI SÉ E DEGLI ALTRI

 

  • AVERE LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE TUTTI COLLEGATI VIA CUORE

 

  •  APPREZZARE UN CONFINE COME “UN OSTACOLO CHE UNISCE”

 

  • ESSERE PARTECIPAZIONE, INTERAZIONE

 

  • ROTTURA DI SCHEMI ABITUDINARI

 

  • CHIEDERE AIUTO

 

  • METTERE IN SCENA IL PROPRIO TESORO, LE QUALITÀ INFINITE

 

e questi sono alcuni flussi di luce del mio SOLE!!!

 

Sicuramente questo “VENTAGLIO LUMINOSO” puoi sentirlo anche tuo ed integrarlo con altre sfaccettature che ti appartengono.

 

 

TU, RIESCI A COSTRUIRE UN’IMMAGINE DEL SENSO DI LIBERTÀ?

 

Se in questo momento hai delle difficoltà fai così:

  • Siediti in un posto tranquillo
  • Prendi un foglio bianco
  • Scrivi a ruota libera, senza preoccuparti della punteggiatura, le cose che ti fanno vivere il senso di libertà
  • Rileggi e poi chiudi gli occhi
  • Le sensazioni vissute ti aiuteranno a visualizzare un’immagine, una figura
  • Custodiscila e ogni tanto vai a rivederla.

 

La LIBERTÀ, come PUNTO LUCE

che diventa un sole per il marinaio di notte, un faro guida,

che brilla, oltre il gioiello che porti al collo,

che si riflette in quello specchio, abbracciato da una siepe, là all’incrocio,

che senti pulsare con forza, come il rumore dei bimbi che battono i piedi a terra quando vogliono insistentemente una cosa,

che un Altro sconosciuto ti dona,

che sbotta da una parola, velocemente cavalcata e poi ripresa, di quel libro,

che respira il desiderio di solitudine,

che si acciambella dentro te, mentre fluisci in una melodia ancestrale.

 

Sì, quel PUNTO LUCE iniziale…

 

TU, QUANTO SPAZIO CONCEDI A QUEL PUNTO LUCE PER ESPANDERSI?

 

Immagina come potresti essere e che cosa potresti fare se ti sentissi pienamente libero!

 

TU SEI FATTO DI UN IMMENSO VALORE E LA LIBERTÀ MERITA DI ESSERE UN’ESPLOSIONE VITALE DENTRO DI TE!

 

In piena Libertà, con la consapevolezza che sei libero di esprimerti con le tue parole, raccontare le tue storie ed essere da esempio per Altri, puoi scegliere di entrare nella community di DICCELO, percorso e formazione gratuita.

 

Grazie di cuore.

Renata Bellina

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